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Come abbiamo sistemato lo slancio con Virginia

  • 7 apr
  • Tempo di lettura: 4 min

Se ti alleni sulla verticale da un po’, questa situazione probabilmente ti suona familiare.

Fai lo slancio, sali… ma non sai mai davvero cosa succede.

A volte vai troppo oltre e perdi tutto A volte non arrivi nemmeno in linea Altre volte sembra quasi giusto… ma non riesci a replicarlo

E più vai avanti, più ti viene un dubbio: “Ma cosa sto sbagliando davvero?”

Nel video qui sopra ti faccio vedere una situazione reale, successa con Virginia durante la nostra lezione mensile per aggiornare la sua programmazione.

Era esattamente in questo punto.

Il problema non era “non saper salire”

Guardando lo slancio, la prima cosa che penseresti è: “Ok, deve solo migliorare lo slancio”

In realtà no.

Stava già facendo errori prima ancora di arrivare in verticale:

  • Apriva troppo le spalle

  • Iniziava a premere con le dita troppo presto

  • E la gamba sopra slanciava troppo forte

Risultato?

Arrivava su senza controllo in quel momento. E quando provava a bloccare… era già tardi.

Questa cosa succede molto più spesso di quanto pensi.

Perché da fuori sembra tutto uguale. Ma dentro, ogni dettaglio cambia completamente il risultato.

La prima cosa che abbiamo fatto (e che probabilmente anche tu non stai facendo)

Non abbiamo aggiunto esercizi strani.

Abbiamo tolto delle “interferenze”.

Le ho fatto:

  • ritardare la pressione delle dita

  • mantenere le spalle sopra la mano più a lungo

Sembra una cosa piccola, ma cambia tutto.

Se inizi a “frenare” troppo presto, è come provare ad accelerare quando sei in macchina ma hai il freno a mano tirato.

È come se il corpo ricevesse due segnali opposti (e forzati al massimo) nello stesso momento.

E infatti poi non capisce cosa fare.

L’errore che quasi nessuno si accorge di fare

Poi siamo andati sulla gamba.

Virginia la lanciava troppo oltre la linea, e questo le faceva inarcare la schiena.

Questo è uno di quegli errori più comuni che ci si porta dietro per mesi senza accorgersene.

Perché tu pensi: “Devo salire di più”

In realtà ti stai alleggerendo, ma il controllo diventa molto più difficile.

In questo caso abbiamo lavorato sulla gamba, carpiandola.

E abbiamo usato un riferimento semplice: un tappetino sulla sbarra.

Non per aiutarla a salire, ma per farle capire quando stava sbagliando.

(In questo caso il tappetino era un campanello d’allarme: se arrivava in verticale e lo toccava, significava che aveva arcato.)

Perché finché non percepisci che stai arcando, senza feedback chiari continuerai a ripeterlo senza rendertene conto.

La differenza si vede subito (e non è fortuna)

Nel video si vede chiaramente il cambiamento.

  • Lo slancio diventa più pulito

  • Entra meglio in verticale

  • E soprattutto riesce a bloccarlo

Non perché si è allenata di più.

Ma perché ha smesso di ripetere lo stesso errore ogni volta.

Ora fermati un attimo

La parte scomoda è questa.

Questi errori sono comuni. Ma il problema vero è un altro.

Tu sei sicuro di sapere cosa stai sbagliando?

Perché nella maggior parte dei casi, no.

E continui ad allenarti sopra qualcosa che non hai mai davvero capito.

La verticale non è solo forza, ma coordinazione e percezione del corpo.

Se quella percezione è sbagliata, continuerai a fare sempre lo stesso movimento… solo con più fatica.

Il punto non è allenarti di più

È allenarti con più precisione.

Virginia non ha fatto magie. Ha solo lavorato su quello che davvero la bloccava.

E questo è il pezzo che spesso manca quando ti alleni da solo.

Non è mancanza di impegno. È mancanza di direzione.

Una domanda semplice

Se dovessi essere onesto:

quello che stai facendo ogni giorno… ti sta davvero portando più vicino alla verticale che vuoi?

Oppure stai solo ripetendo qualcosa che speri, prima o poi, funzioni?

Perché la differenza tra chi si sblocca e chi rimane fermo per mesi alla fine è tutta qui.




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